Busto di Antonino Pio
Dinastia AntoninaAntonine Dynasty Imperatore XVEmperor XV

Antonino Pio

Titus Aelius Hadrianus Antoninus Pius Caesar Augustus

Il regno più lungo e pacifico della storia imperiale romana: ventitré anni senza grandi guerre, senza terrore, senza viaggi, il governo della normalità elevata a perfezione.

The longest and most peaceful reign in Roman imperial history: twenty-three years without major wars, without terror, without travels, the governance of normality elevated to perfection.

Nome alla nascitaBirth nameTitus Aurelius Fulvus Boionius Arrius Antoninus
NatoBorn19 settembre 86 d.C. — Lanuvio
MortoDied7 marzo 161 d.C. — Lorio
RegnoReign138 – 161 d.C. (23 anni)
PredecessorePredecessorAdrianoHadrian
SuccessoreSuccessorMarco AurelioMarcus Aurelius
DinastiaDynastyAntonina
Causa di morteCause of deathCause naturaliNatural causes
Anni di regnoYears of reign23
Guerre maggioriMajor wars0
Processi per maiestasTreason trials0
Km del Vallo AntoninoAntonine Wall (km)63
Successori adottatiAdopted successors2

01BiografiaBiography

Lanuvio, gli Aurelii Fulvi gallo-romani (86–120 d.C.)

Lanuvium, the Gallo-Roman Aurelii Fulvi (86–120 AD)

Tito Aurelio Fulvo Boionio Arrio Antonino nacque il 19 settembre dell'86 d.C. a Lanuvio, nei Castelli Romani, da una famiglia senatoria di origine gallo-romana installata in Italia da un paio di generazioni. Il nonno paterno, Tito Aurelio Fulvo, era stato due volte console (la seconda nell'89 d.C. con Domiziano stesso), prefetto urbano e originario di Nemausus (la moderna Nîmes); il nonno materno, Arrio Antonino, era stato proconsole d'Asia, amico personale di Plinio il Giovane, di carattere così integro che Plinio lo definiva «il senatore più educato dei nostri tempi». Lanuvio era un piccolo borgo aristocratico, antico santuario di Giunone Sospita, dove le famiglie senatorie possedevano grandi tenute. Antonino crebbe orfano di padre giovanissimo, allevato dai due nonni: l'educazione fu greco-latina, profondamente tradizionalista, lontana dal cosmopolitismo militare di un Traiano o dal grecismo viaggiante di un Adriano.

Titus Aurelius Fulvus Boionius Arrius Antoninus was born on 19 September 86 AD at Lanuvium, in the Alban Hills, into a senatorial family of Gallo-Roman origin installed in Italy for a couple of generations. His paternal grandfather, Titus Aurelius Fulvus, had been twice consul (the second time in 89 AD with Domitian himself), urban prefect and a native of Nemausus (modern Nîmes); his maternal grandfather, Arrius Antoninus, had been proconsul of Asia, a personal friend of Pliny the Younger, of character so integral that Pliny called him «the most polite senator of our time». Lanuvium was a small aristocratic borough, ancient sanctuary of Juno Sospita, where senatorial families owned great estates. Antoninus grew up orphaned of his father very young, raised by his two grandfathers: the education was Greco-Latin, deeply traditionalist, far from the military cosmopolitanism of a Trajan or the travelling Hellenism of a Hadrian.

Sposò molto giovane Annia Galeria Faustina (la Maggiore), figlia di Marco Annio Vero, prefetto urbano e tre volte console, una delle famiglie più influenti di Roma. Faustina era nipote del giurista Marco Annio Vero senior, lo stesso che era anche nonno del futuro Marco Aurelio. Era una donna intelligente e politicamente preparata, di grande bellezza e ricchezza personale. Il matrimonio fu felice e fecondo: quattro figli, due maschi e due femmine, ma i tre maggiori morirono in tenera età. Sopravvisse solo Faustina la Minore, che il padre adottivo Adriano avrebbe poi obbligato Antonino a far sposare a Marco Aurelio.

He married very young Annia Galeria Faustina (the Elder), daughter of Marcus Annius Verus, urban prefect and three times consul, of one of the most influential families in Rome. Faustina was niece of the jurist Marcus Annius Verus senior, the same who was also grandfather of the future Marcus Aurelius. She was an intelligent and politically prepared woman, of great beauty and personal wealth. The marriage was happy and fruitful: four children, two boys and two girls, but the three elder ones died in infancy. Only Faustina the Younger survived, whom adoptive father Hadrian would later force Antoninus to give in marriage to Marcus Aurelius.

La carriera senatoria (120–138 d.C.)

The senatorial career (120–138 AD)

Adriano lo notò presto. Console suffetto nel 120 d.C. a soli trentaquattro anni, fu nominato proconsole d'Asia nel 133–134 d.C., uno degli incarichi più prestigiosi e ambiti dell'aristocrazia romana. Il suo proconsolato fu ricordato come modello di onestà: rifiutò il consueto sistema di estrazione di denaro dai sudditi, controllò personalmente l'amministrazione delle città greche, mantenne relazioni eccellenti con i notabili locali. Quando tornò a Roma godeva di una reputazione senatoriale eccezionale. Era diventato uno dei pochi uomini di cui ogni gruppo politico poteva fidarsi: i senatori conservatori, i militari, i provinciali, gli ellenisti adrianei.

Hadrian noticed him early. Suffect consul in 120 AD at only thirty-four, he was named proconsul of Asia in 133–134 AD, one of the most prestigious and coveted offices in the Roman aristocracy. His proconsulship was remembered as a model of honesty: he refused the usual system of extracting money from subjects, personally controlled the administration of Greek cities, maintained excellent relations with local notables. When he returned to Rome he enjoyed an exceptional senatorial reputation. He had become one of the few men whom every political group could trust: conservative senators, military men, provincials, Hadrianic Hellenists.

L'adozione (febbraio 138 d.C.)

The adoption (February 138 AD)

Adriano, già malato di idropisia cardiaca, aveva inizialmente adottato come erede Lucio Cejonio Commodo: un giovane senatore brillante, raffinato, malato di tubercolosi. Quando Cejonio Commodo morì il 1° gennaio del 138 (esattamente come Adriano aveva tristemente previsto: «ci siamo appoggiati a un muro cadente», disse alla notizia), l'imperatore moribondo dovette scegliere una nuova soluzione. Il 25 febbraio del 138 d.C. adottò ufficialmente Antonino, allora cinquantun anni, con la condizione esplicita che questi adottasse a sua volta sia Marco Annio Vero (il futuro Marco Aurelio, nipote dell'imperatrice Faustina e allora diciassettenne) sia Lucio Vero, figlio settenne del defunto Cejonio Commodo. Era una pianificazione a tre generazioni: Adriano garantiva non solo il suo successore ma anche i successori del successore. Antonino accettò. Tre mesi dopo, il 10 luglio del 138, Adriano morì a Baia: Antonino assunse il principato senza alcuna opposizione.

Hadrian, already suffering from cardiac dropsy, had initially adopted as heir Lucius Ceionius Commodus: a brilliant, refined young senator, sick with tuberculosis. When Ceionius Commodus died on 1 January 138 (exactly as Hadrian had sadly foreseen: «we have leaned on a crumbling wall», he said at the news), the dying emperor had to choose a new solution. On 25 February 138 AD he officially adopted Antoninus, then fifty-one years old, with the explicit condition that he in turn adopt both Marcus Annius Verus (the future Marcus Aurelius, nephew of empress Faustina and then seventeen) and Lucius Verus, the seven-year-old son of the deceased Ceionius Commodus. It was a three-generation planning: Hadrian guaranteed not only his successor but also the successors of the successor. Antoninus accepted. Three months later, on 10 July 138, Hadrian died at Baiae: Antoninus assumed the principate without any opposition.

Il principato e la fine (138–161 d.C.)

The principate and the end (138–161 AD)

Antonino regnò per ventitré anni, il regno più lungo della storia imperiale dopo quello di Augusto. Non lasciò mai l'Italia. Non condusse mai una campagna militare. Non promulgò mai una legge contro un senatore. Non ci furono terrori, congiure, esili. Le province governate da delegati, ricevute con cura, ispezionate con corrispondenza meticolosa. Tutte le decisioni passavano per il consilium principis, di cui Marco Aurelio sarebbe stato membro per ventitré anni intero come Caesar designatus, imparando il mestiere accanto al padre adottivo. Antonino divise il principato con lui in modo così armonioso che Marco Aurelio nelle Meditazioni dedicherà al ricordo del padre adottivo il capitolo più lungo del libro I, riconoscendogli debito per "tutto ciò che so dell'arte di governare e dell'arte di vivere".

Antoninus reigned for twenty-three years: the longest reign of imperial history after Augustus's. He never left Italy. He never conducted a military campaign. He never promulgated a law against a senator. There were no terrors, conspiracies, exiles. Provinces governed by delegates, received with care, inspected by meticulous correspondence. All decisions passed through the consilium principis, of which Marcus Aurelius would be a member for twenty-three whole years as Caesar designatus, learning the trade beside his adoptive father. Antoninus shared the principate with him so harmoniously that Marcus Aurelius in the Meditations will dedicate to the memory of his adoptive father the longest chapter of Book I, acknowledging debt for "all that I know of the art of governing and of the art of living".

Morì la mattina del 7 marzo del 161 d.C. nella sua villa di Lorio, in Etruria a venti chilometri da Roma, dove era cresciuto da bambino. La causa fu una febbre seguita a una serata di troppi formaggi alpini durante cena. Gli ultimi giorni li passò in piena lucidità: la sera del 6 marzo, ai pretoriani di guardia, diede come ultima parola d'ordine «aequanimitas» — "equanimità", e si girò verso la parete dormendo. Il giorno dopo non si svegliò. Aveva settantacinque anni. Marco Aurelio gli succedette senza neppure dover essere acclamato: il Senato lo aveva già riconosciuto da anni come erede naturale. La Pax Antonina sarebbe durata ancora venti anni.

He died on the morning of 7 March 161 AD at his villa of Lorium, in Etruria twenty kilometres from Rome, where he had grown up as a child. The cause was a fever following an evening of too much Alpine cheese at dinner. He spent his last days in complete lucidity: the evening of 6 March, to the praetorians on guard, he gave as his last password «aequanimitas» — "equanimity", and turned toward the wall sleeping. The next day he did not wake. He was seventy-five years old. Marcus Aurelius succeeded him without even needing to be acclaimed: the Senate had already recognised him for years as natural heir. The Pax Antonina would last another twenty years.

"Del padre [adottivo] ho imparato la mitezza, la fermezza incrollabile nei giudizi ben ponderati; la noncuranza per le vane glorie; l'amore del lavoro e la costanza in esso; la disposizione ad ascoltare chiunque potesse offrire un suggerimento utile; il dare a ciascuno secondo i meriti; il sapere distinguere quando occorre intensificare gli sforzi e quando concedere riposo; il porre fine alle relazioni con i giovani amati; […] non era né capriccioso né rude, né si lasciava trasportare nelle decisioni. Non amava il bagno frequente, non costruiva con eccesso, non si vestiva in modo ostentato, non si curava del cibo né dell'aspetto degli schiavi che gli stavano vicino." — Marco Aurelio, Meditazioni I, 16 — il ritratto del padre adottivo
"From my [adoptive] father I learned mildness, unshakeable firmness in well-weighed judgements; indifference to vainglory; love of work and constancy in it; the disposition to listen to anyone who could offer a useful suggestion; giving each man his due; knowing when to intensify effort and when to allow rest; the ending of relations with young loved ones; […] he was neither capricious nor rude, nor did he let himself be carried away in decisions. He did not love frequent bathing, did not build with excess, did not dress ostentatiously, did not care about food or the appearance of the slaves around him." — Marcus Aurelius, Meditations I, 16 — the portrait of his adoptive father
Busto marmoreo dell'imperatore Antonino Pio
RITRATTO DI ANTONINO PIO — Busto in marmo, ca. 138–161 d.C. (Metropolitan Museum, New York). Il volto sereno e barbato del principe che Marco Aurelio celebrò per la mitezza: regnò ventitré anni senza mai lasciare l'Italia, simbolo dell'apice della Pax Romana. PORTRAIT OF ANTONINUS PIUS — Marble bust, c. 138–161 AD (Metropolitan Museum, New York). The serene, bearded face of the prince whom Marcus Aurelius praised for his gentleness: he reigned twenty-three years without ever leaving Italy, emblem of the height of the Pax Romana.

02Operazioni MilitariMilitary Operations

Antonino Pio è l'unico imperatore importante che non ebbe mai un trionfo militare effettivo personale e non visitò mai un campo di battaglia. Il regno fu di pacificazione e contenimento: ovunque sul limes ci furono pressioni e incidenti, ma furono risolti da generali delegati senza che l'imperatore si muovesse mai dall'Italia. Eppure le legioni erano in piena efficienza: Antonino capì che la sola presenza dei reparti professionali nei punti strategici era sufficiente a mantenere la pace. Era la versione più matura della strategia adrianea: l'Impero come sistema autoregolato.

Antoninus Pius is the only major emperor who never had a personal military triumph in the field and never visited a battlefield. The reign was one of pacification and containment: everywhere on the limes there were pressures and incidents, but they were resolved by delegated generals without the emperor ever moving from Italy. Yet the legions were at peak efficiency: Antoninus understood that the mere presence of professional units at strategic points was enough to maintain peace. It was the most mature version of the Hadrianic strategy: the Empire as a self-regulating system.

  • 139–142 d.C.Avanzata in Britannia e Vallo Antonino — Il governatore Quinto Lollio Urbico sconfisse i Briganti che si erano spinti oltre il Vallo di Adriano e avanzò di centosessanta chilometri a nord. Antonino ordinò la costruzione di un nuovo vallo fortificato tra il Firth of Forth e il Firth of Clyde: 63 km di torba su base di pietra, con 19 forti collegati da una strada militare. Era una conquista strategica modesta ma simbolicamente potente. Lollio ottenne gli ornamenti trionfali; Antonino prese il titolo di imperator. Il vallo restò in uso solo per circa vent'anni: sotto Marco Aurelio i romani si ritrarranno dietro il Vallo di Adriano per ragioni logistiche.Advance into Britain and Antonine Wall — Governor Quintus Lollius Urbicus defeated the Brigantes who had pushed beyond Hadrian's Wall and advanced one hundred and sixty kilometres north. Antoninus ordered the construction of a new fortified wall between the Firth of Forth and Firth of Clyde: 63 km of turf on a stone base, with 19 forts connected by a military road. It was a modest strategic conquest but symbolically powerful. Lollius obtained the triumphal ornaments; Antoninus took the title of imperator. The wall remained in use only for about twenty years: under Marcus Aurelius the Romans would withdraw behind Hadrian's Wall for logistical reasons.
  • 145–150 d.C.Rivolta della Mauretania — Le tribù maure della catena dell'Atlante invadono la Tingitana e la Cesariense. Il legato di Mauretania Caio Auspex e il prefetto del pretorio Marco Petronio Mamertino conducono una campagna sistematica di repressione: la pacificazione richiede cinque anni di guerriglia ma stabilizza definitivamente la frontiera africana per oltre un secolo. Antonino assume per la seconda volta il titolo di imperator.Mauretanian revolt — The Moorish tribes of the Atlas range invade Tingitana and Caesariensis. The legate of Mauretania Gaius Auspex and the praetorian prefect Marcus Petronius Mamertinus conduct a systematic campaign of repression: pacification requires five years of guerrilla warfare but definitively stabilises the African frontier for over a century. Antoninus assumes the title of imperator for the second time.
  • 152 d.C.Rivolta in Egitto (i Bukoloi) — Nel delta del Nilo si solleva la popolazione dei bukoloi ("i pastori"), gruppi di contadini-pastori indigeni esasperati dalla pressione fiscale. La rivolta è repressa con metodo dal prefetto d'Egitto Munazio Felice, ma è un segnale d'allarme: le tensioni sociali e fiscali nelle province orientali stavano crescendo. Lo stesso fenomeno esploderà più gravemente sotto Marco Aurelio.Revolt in Egypt (the Boukoloi) — In the Nile delta the population of the boukoloi ("the herdsmen") rises up, groups of indigenous peasant-shepherds exasperated by fiscal pressure. The revolt is methodically suppressed by the prefect of Egypt Munatius Felix, but it is a warning signal: social and fiscal tensions in the eastern provinces were growing. The same phenomenon would explode more seriously under Marcus Aurelius.
  • 156–158 d.C.Pressione partica e Armenia — Il re parto Vologese IV minaccia di invadere l'Armenia (allora stato cliente romano). Antonino non manda truppe: scrive una lettera diplomatica al sovrano partico, che si ritira immediatamente. Marco Aurelio nei Meditazioni ricorderà ammirato questo episodio come prova della auctoritas di suo padre adottivo: la capacità di vincere senza guerra. La crisi armena tornerà sotto Marco Aurelio e Lucio Vero, costringendo a una grande campagna 162–166 d.C.Parthian pressure and Armenia — The Parthian king Vologases IV threatens to invade Armenia (then a Roman client state). Antoninus sends no troops: he writes a diplomatic letter to the Parthian sovereign, who immediately withdraws. Marcus Aurelius in the Meditations will admiringly recall this episode as proof of his adoptive father's auctoritas: the ability to win without war. The Armenian crisis would return under Marcus Aurelius and Lucius Verus, forcing a great campaign 162–166 AD.
  • 138–161 d.C.Pace generale — Per il resto: piccole operazioni di pulizia in Dacia contro i Costoboci, in Germania contro pressioni isolate, in Britannia interna contro tribù residue. Nessuna grande guerra. Nessuna conquista territoriale. Le legioni mantengono il limes in piena efficienza tecnica. Era una dimostrazione concreta che l'Impero poteva durare in pace assoluta se governato bene.General peace — For the rest: small mop-up operations in Dacia against the Costoboci, in Germany against isolated pressures, in inner Britain against residual tribes. No major war. No territorial conquest. The legions maintain the limes in full technical efficiency. It was a concrete demonstration that the Empire could last in absolute peace if well governed.
Terrapieno e fossato del Vallo Antonino, Scozia
IL VALLO ANTONINO — Terrapieno e fossato del vallo, Scozia centrale. Costruito dal 142 d.C. fra il Firth of Forth e il Firth of Clyde — 63 km di torba su base di pietra con 19 forti — spinse il confine 160 km a nord del Vallo di Adriano. Fu l'unica vera impresa militare del regno; abbandonato dopo circa vent'anni. THE ANTONINE WALL — Rampart and ditch of the wall, central Scotland. Built from 142 AD between the Firth of Forth and the Firth of Clyde — 63 km of turf on a stone base with 19 forts — it pushed the frontier 160 km north of Hadrian's Wall. It was the reign's only true military enterprise; abandoned after about twenty years.

03Riforme e ProvvedimentiReforms and Measures

Il principio di umanità nel diritto

The principle of humanity in law

L'eredità giuridica di Antonino è una vera e propria rivoluzione umanizzante del diritto romano. I suoi rescritti, risposte ufficiali a quesiti giuridici provenienti da governatori e magistrati, sono fra le fonti più importanti del Digesto giustinianeo. Il suo principio guida, citato dal giurista Ulpiano, è una delle frasi più celebri della giurisprudenza occidentale: «satius est impunitum relinqui facinus nocentis quam innocentem damnari», "è preferibile lasciare impunito il crimine di un colpevole piuttosto che condannare un innocente". È, sostanzialmente, il principio dell'in dubio pro reo moderno.

Antoninus's juridical legacy is a true humanising revolution of Roman law. His rescripts, official responses to juridical queries from governors and magistrates, are among the most important sources of the Justinianic Digest. His guiding principle, cited by the jurist Ulpian, is one of the most celebrated phrases of Western jurisprudence: «satius est impunitum relinqui facinus nocentis quam innocentem damnari», "it is better to leave the crime of a guilty man unpunished than to condemn an innocent one". It is essentially the modern principle of in dubio pro reo.

Le riforme concrete: (1) limitazione della tortura degli schiavi nei processi (la tortura giudiziaria non era abolita ma sottoposta a controlli più stringenti); (2) protezione legale degli schiavi contro i padroni: per la prima volta nella storia romana, uccidere senza causa il proprio schiavo divenne omicidio, processabile come tale; un padrone che maltrattava lo schiavo poteva essere obbligato dal magistrato a venderlo a un altro proprietario. (3) Protezione dei minori: gli orfani potevano fare appello direttamente al principe, e fu introdotta una figura tutelare imperiale per i minori abbandonati. (4) Restrizione della pena di morte: codifica delle causae ammissibili, limitazione del crimen maiestatis. (5) Reclamabilità per indegnità dei lasciti testamentari, principio che sarebbe entrato in tutti i codici civili europei moderni.

The concrete reforms: (1) limitation of torture of slaves in trials (judicial torture was not abolished but subjected to more stringent controls); (2) legal protection of slaves against masters: for the first time in Roman history, killing one's slave without cause became homicide, prosecutable as such; a master who mistreated his slave could be forced by the magistrate to sell him to another owner. (3) Protection of minors: orphans could appeal directly to the prince, and an imperial tutelary figure was introduced for abandoned minors. (4) Restriction of the death penalty: codification of admissible causae, limitation of crimen maiestatis. (5) Claimability for unworthiness of testamentary bequests, a principle that would enter all modern European civil codes.

La pietas verso Adriano

Pietas toward Hadrian

Quando Antonino entrò in Senato il 10 luglio del 138 d.C. per essere riconosciuto, i senatori, che avevano odiato Adriano per le esecuzioni e per l'abbandono delle province orientali, volevano rifiutargli la consecratio divina. Antonino si oppose con straordinaria fermezza: minacciò di rifiutare il principato se la divinizzazione del padre adottivo non fosse stata votata. Il Senato cedette. Adriano divenne Divus Hadrianus. Antonino mantenne fede a tutti gli impegni assunti col padre adottivo: completò il suo mausoleo, finanziò il tempio del Divo Adriano nel Campo Marzio, adottò i due designati eredi Marco e Lucio. Per quel gesto di fedeltà testamentaria il Senato gli attribuì il cognome Pius: "il Pio", non in senso religioso ma nel significato romano antico di "fedele al patto, agli antenati, alla parola data". È l'unico imperatore della storia romana a meritare quel titolo nel suo senso pieno.

When Antoninus entered the Senate on 10 July 138 AD to be acknowledged, the senators, who had hated Hadrian for the executions and for the abandonment of the eastern provinces, wanted to refuse him divine consecratio. Antoninus opposed them with extraordinary firmness: he threatened to refuse the principate if his adoptive father's deification were not voted. The Senate gave in. Hadrian became Divus Hadrianus. Antoninus kept faith with all the commitments made to his adoptive father: he completed his mausoleum, financed the temple of the Divine Hadrian in the Campus Martius, adopted the two designated heirs Marcus and Lucius. For that gesture of testamentary fidelity the Senate attributed to him the cognomen Pius: "the Pious", not in a religious sense but in the ancient Roman meaning of "faithful to the pact, to ancestors, to the given word". He is the only emperor in Roman history to merit that title in its full sense.

Fisco, alimenta, religione

Fisc, alimenta, religion

Antonino governò il Tesoro con frugalità senza precedenti. Quando salì al trono trovò una riserva imperiale di 2,7 miliardi di sesterzi; quando morì, ventitré anni dopo, la lasciò intatta a Marco Aurelio. Aumentò il programma degli alimenta traianeo, finanziando la categoria delle puellae Faustinianae, sussidi specificamente destinati a bambine povere, in memoria di sua moglie. Costruì o restaurò terme, acquedotti e templi in oltre 50 città italiche con fondi del fisco imperiale. Tollerò pubblicamente i cristiani: durante il suo regno furono pubblicate le prime opere apologetiche cristiane (Giustino Martire dedicò la sua Prima Apologia personalmente a lui, e Antonino non lo perseguì). Promosse l'unificazione del diritto provinciale, riducendo le discrepanze fra ordinamenti locali: era la base di quella che diventerà la Constitutio Antoniniana di Caracalla nel 212 d.C.

Antoninus governed the Treasury with unprecedented frugality. When he ascended the throne he found an imperial reserve of 2.7 billion sesterces; when he died, twenty-three years later, he left it intact to Marcus Aurelius. He expanded the Trajanic alimenta programme, financing the category of the puellae Faustinianae, subsidies specifically intended for poor girls, in memory of his wife. He built or restored baths, aqueducts and temples in over 50 Italic cities with imperial fiscal funds. He publicly tolerated the Christians: during his reign the first Christian apologetic works were published (Justin Martyr dedicated his First Apology personally to him, and Antoninus did not persecute him). He promoted the unification of provincial law, reducing discrepancies between local orderings: it was the basis of what would become the Constitutio Antoniniana of Caracalla in 212 AD.

04Opere e CostruzioniWorks and Constructions

Il Tempio di Antonino e Faustina

The Temple of Antoninus and Faustina

Quando Faustina la Maggiore morì nel 141 d.C., Antonino la fece divinizzare immediatamente e cominciò la costruzione di un grande tempio in suo onore sul punto più alto della Via Sacra del Foro Romano. Era una delle posizioni più visibili e ambite della topografia urbana: di fianco al tempio di Vesta, di fronte alla Basilica di Massenzio (allora non ancora costruita), con la vista che dominava l'intero Foro fino al Palatino. Quando lo stesso Antonino morì nel 161, Marco Aurelio aggiunse alla dedica anche il padre adottivo, e il tempio prese il nome attuale di Tempio del Divo Antonino e della Diva Faustina. Le sue dieci colonne corinzie in cipollino verde alte 17 metri sono ancora intatte. Nel VII secolo il tempio fu trasformato nella chiesa di San Lorenzo in Miranda, il che spiega la sua eccezionale conservazione (la chiesa cristiana lo salvò dalla spoliazione medievale). Si vede ancora oggi nel Foro, ed è uno dei punti di riferimento più riconoscibili dell'antichità romana.

When Faustina the Elder died in 141 AD, Antoninus had her deified immediately and began construction of a great temple in her honour on the highest point of the Via Sacra of the Roman Forum. It was one of the most visible and coveted positions of urban topography: alongside the temple of Vesta, opposite the Basilica of Maxentius (then not yet built), with a view dominating the entire Forum down to the Palatine. When Antoninus himself died in 161, Marcus Aurelius added his adoptive father to the dedication, and the temple took its current name of Temple of the Divine Antoninus and Diva Faustina. Its ten Corinthian columns in green cipollino marble 17 metres high are still intact. In the 7th century the temple was converted into the church of San Lorenzo in Miranda, which explains its exceptional preservation (the Christian church saved it from medieval despoliation). It can still be seen today in the Forum, and is one of the most recognisable landmarks of Roman antiquity.

Il Tempio di Adriano nel Campo Marzio

The Temple of Hadrian in the Campus Martius

L'Hadrianeum, tempio del Divo Adriano, fu progettato da Antonino come monumento centrale alla pietas verso il padre adottivo. Costruito nel 145 d.C. sul Campo Marzio, era un edificio di 13 colonne corinzie su lato lungo e 8 sul fronte, alte 15 metri, in marmo bianco di Carrara. Sopravvivono oggi undici colonne del lato nord, inglobate nel XVII secolo nella facciata della Borsa di Roma in Piazza di Pietra: una delle più suggestive sopravvivenze antiche del centro storico. Le sculture decorative rappresentavano le province dell'Impero personificate in figure femminili: cicli iconografici che furono poi imitati da tutti gli imperatori antonini per celebrare l'orbis romanus come comunità ecumenica.

The Hadrianeum, temple of the Divine Hadrian, was designed by Antoninus as a central monument of pietas toward his adoptive father. Built in 145 AD on the Campus Martius, it was a building of 13 Corinthian columns on the long side and 8 on the front, 15 metres high, in white Carrara marble. Today survive eleven columns of the north side, incorporated in the 17th century into the facade of the Borsa di Roma in Piazza di Pietra: one of the most evocative ancient survivals of the historic centre. The decorative sculptures represented the Empire's provinces personified in female figures, iconographic cycles later imitated by all the Antonine emperors to celebrate the orbis romanus as an ecumenical community.

La Colonna di Antonino Pio

The Column of Antoninus Pius

Eretta da Marco Aurelio nel 161–162 d.C. nel Campo Marzio (di fronte al Mausoleo di Augusto, accanto a quella che sarebbe stata la Colonna Aureliana), la Colonna di Antonino Pio era una colonna trionfale in granito rosso di Assuan alta 14,75 metri, sormontata da una statua bronzea dell'imperatore. La colonna stessa è andata perduta nel XVIII secolo (un grande incendio del 1759 la distrusse), ma la base scultorea è stata recuperata ed è oggi conservata nel Giardino del Belvedere dei Musei Vaticani. La base mostra in tre lati le scene fondamentali: l'apoteosi dell'imperatore e di Faustina portati in cielo da un genio alato (immagine archetipica della consecratio imperiale), una decursio equestre dei cavalieri romani, e iscrizioni dedicatorie. È uno dei capolavori della scultura tardo-antonina, transizione fra il classicismo adrianeo e il dinamismo nuovo dell'arte di Marco Aurelio.

Erected by Marcus Aurelius in 161–162 AD in the Campus Martius (opposite the Mausoleum of Augustus, beside what would be the Aurelian Column), the Column of Antoninus Pius was a triumphal column in red Aswan granite 14.75 metres high, surmounted by a bronze statue of the emperor. The column itself was lost in the 18th century (a great fire of 1759 destroyed it), but the sculptural base has been recovered and is today preserved in the Belvedere Garden of the Vatican Museums. The base shows on three sides the fundamental scenes: the apotheosis of the emperor and Faustina carried to heaven by a winged genius (archetypal image of imperial consecratio), an equestrian decursio of Roman knights, and dedicatory inscriptions. It is one of the masterpieces of late Antonine sculpture, transition between Hadrianic classicism and the new dynamism of Marcus Aurelius's art.

Il completamento del Mausoleo di Adriano

The completion of Hadrian's Mausoleum

Adriano aveva iniziato il proprio mausoleo nel 134 d.C. ma era morto nel 138 prima del completamento. Fu Antonino a portarlo a termine nel 139 d.C., in soli quattordici mesi: tamburo cilindrico di 64 metri di diametro su base quadrata di 84 metri, ricoperto di marmi pregiati, completato da una quadriga di bronzo guidata da una statua di Adriano sulla cima. Vi furono traslate le ceneri di Adriano, di Sabina, di Cejonio Commodo. Antonino vi sarebbe stato sepolto a sua volta nel 161, e con lui Faustina la Maggiore, tutti i suoi successori antonini fino a Caracalla nel 217 d.C. Era diventato la tomba imperiale ufficiale della dinastia.

Hadrian had begun his own mausoleum in 134 AD but had died in 138 before completion. It was Antoninus who brought it to completion in 139 AD, in only fourteen months: cylindrical drum 64 metres in diameter on a square base 84 metres, covered with precious marbles, completed by a bronze quadriga driven by a statue of Hadrian at the top. The ashes of Hadrian, of Sabina, of Ceionius Commodus were transferred there. Antoninus would be buried there in turn in 161, and with him Faustina the Elder, all his Antonine successors down to Caracalla in 217 AD. It had become the official imperial tomb of the dynasty.

Tempio di Antonino e Faustina, Foro Romano
TEMPIO DI ANTONINO E FAUSTINA — Via Sacra, Foro Romano. Eretto nel 141 d.C. in onore della moglie Faustina e dedicato anche a lui alla sua morte. Nel VII secolo fu inglobato nella chiesa di San Lorenzo in Miranda, salvandone la facciata con le colonne monolitiche in cipollino verde. TEMPLE OF ANTONINUS AND FAUSTINA — Via Sacra, Roman Forum. Erected in 141 AD in honour of his wife Faustina and dedicated to him too upon his death. In the 7th century it was absorbed into the church of San Lorenzo in Miranda, preserving its facade of monolithic green cipollino columns.

05Faustina e la FamigliaFaustina and the Family

Faustina la Maggiore

Faustina the Elder

Annia Galeria Faustina, chiamata Faustina la Maggiore per distinguerla dalla figlia omonima, nacque attorno al 100 d.C. da una delle famiglie più potenti di Roma. Sposò Antonino quando lui aveva circa vent'anni e lei poco di più. Le fonti antiche la descrivono come donna di grande bellezza, intelligenza e indipendenza di carattere; aveva un certo gusto per la mondanità e gli ornamenti che cozzava col rigorismo del marito (Antonino l'amava ma scherzava regolarmente sulla sua passione per le perle alessandrine e le sete cinesi). La loro fu una delle poche unioni imperiali davvero felici della storia romana. Quattro figli, di cui solo Faustina la Minore sopravvisse. Quando morì improvvisamente nel 141 d.C., a poco più di quarant'anni, il dolore di Antonino fu pubblico e profondo. Le coniò monete commemorative per oltre vent'anni dopo la morte, fece erigere il grande tempio sulla Via Sacra, e, gesto inedito per la pietas imperiale, istituì in suo nome un programma alimentare permanente.

Annia Galeria Faustina, called Faustina the Elder to distinguish her from her namesake daughter, was born around 100 AD into one of Rome's most powerful families. She married Antoninus when he was about twenty and she somewhat older. Ancient sources describe her as a woman of great beauty, intelligence and independence of character; she had a certain taste for worldliness and ornaments that clashed with her husband's rigorism (Antoninus loved her but regularly joked about her passion for Alexandrian pearls and Chinese silks). Theirs was one of the few truly happy imperial unions of Roman history. Four children, of whom only Faustina the Younger survived. When she died suddenly in 141 AD, just over forty years old, Antoninus's grief was public and deep. He minted commemorative coins for her for over twenty years after the death, had the great temple on the Via Sacra erected, and, an unprecedented gesture of imperial pietas, instituted in her name a permanent food programme.

Le Puellae Faustinianae

The Puellae Faustinianae

L'iniziativa più importante in memoria di Faustina la Maggiore furono le Puellae Faustinianae: bambine povere dell'Italia romana sostenute con sussidi mensili fino al matrimonio. Era una specializzazione di genere dell'alimenta traianeo, finanziata col patrimonio personale dell'imperatore e poi inglobata nel fisco imperiale. La logica sociale era acuta: le bambine povere erano statisticamente le più esposte ad abbandono, prostituzione, infanticidio in caso di carestie familiari; assicurare loro un sussidio fino al matrimonio significava ridurre questi fenomeni e, effetto demografico voluto, mantenere il tasso di natalità della popolazione italica libera. Il programma sopravvisse per oltre due secoli. Sotto Marco Aurelio, dopo la morte di Faustina la Minore (la figlia), il programma fu raddoppiato e ridenominato Puellae Faustinianae Novae. Era la prima politica di welfare di genere della storia.

The most important initiative in memory of Faustina the Elder were the Puellae Faustinianae: poor girls of Roman Italy supported with monthly subsidies until marriage. It was a gender specialisation of the Trajanic alimenta, financed with the emperor's personal patrimony and then incorporated into the imperial fisc. The social logic was acute: poor girls were statistically the most exposed to abandonment, prostitution, infanticide in case of family famines; ensuring them a subsidy until marriage meant reducing these phenomena and, intended demographic effect, maintaining the birth rate of the free Italic population. The programme survived for over two centuries. Under Marcus Aurelius, after the death of Faustina the Younger (the daughter), the programme was doubled and renamed Puellae Faustinianae Novae. It was the first gender welfare policy in history.

Faustina la Minore e la successione

Faustina the Younger and the succession

Faustina la Minore (130–175 d.C.) era l'unica figlia sopravvissuta. Adriano stesso, al momento dell'adozione di Antonino nel 138, aveva imposto l'altra grande decisione dinastica: che Faustina la Minore sposasse Marco Annio Vero (il futuro Marco Aurelio), l'altro erede designato. Le nozze avvennero nel 145 d.C. Faustina la Minore aveva quindici anni, Marco ventiquattro. Il matrimonio fu fecondo: tredici figli, di cui solo cinque raggiunsero l'età adulta. Tra loro, il futuro imperatore Commodo. Faustina la Minore accompagnò Marco Aurelio anche nelle sue campagne militari sul Danubio e morì in Cappadocia nel 175 d.C. Quando morì, Marco Aurelio chiese al Senato l'istituzione di altre due puellae in suo nome, le Puellae Faustinianae Novae di cui sopra. Era la continuità di una tradizione familiare di pietà sociale che attraversava tre generazioni: nonna, madre, figlia.

Faustina the Younger (130–175 AD) was the only surviving daughter. Hadrian himself, at the moment of Antoninus's adoption in 138, had imposed the other great dynastic decision: that Faustina the Younger marry Marcus Annius Verus (the future Marcus Aurelius), the other designated heir. The wedding took place in 145 AD. Faustina the Younger was fifteen, Marcus twenty-four. The marriage was fecund: thirteen children, of whom only five reached adulthood. Among them, the future emperor Commodus. Faustina the Younger accompanied Marcus Aurelius even in his military campaigns on the Danube and died in Cappadocia in 175 AD. When she died, Marcus Aurelius asked the Senate for the institution of another two puellae in her name, the Puellae Faustinianae Novae mentioned above. It was the continuity of a family tradition of social piety that spanned three generations: grandmother, mother, daughter.

Faustina Maggiore, busto, Musei Capitolini, Roma
FAUSTINA LA MAGGIORE — Busto in marmo (Musei Capitolini, Roma). La moglie di Antonino (m. 141 d.C.), ritratta con la celebre acconciatura "a turbante" delle dame antonine, divenne l'icona femminile della pace: monete commemorative furono coniate per oltre vent'anni dopo la sua morte, e il suo nome sopravvive nelle puellae Faustinianae, primo welfare femminile della storia. FAUSTINA THE ELDER — Marble bust (Capitoline Museums, Rome). The wife of Antoninus (d. 141 AD), portrayed with the famous "turban" hairstyle of Antonine ladies, became the female icon of the peace: commemorative coins were struck for over twenty years after her death, and her name survives in the puellae Faustinianae, history's first female welfare programme.

06La Vita Frugale del PioThe Frugal Life of the Pius

Antonino fu, dopo Vespasiano, l'imperatore più frugale della storia romana. La sua frugalità era reale, non propaganda: continuò a vivere principalmente nella villa di Lorio in Etruria, eredità della nonna materna, dove aveva passato l'infanzia. Andava a caccia nei boschi circostanti, raccoglieva personalmente l'uva nella vigna, partecipava alla vendemmia coi contadini della tenuta. Si vestiva con la toga più semplice, senza ornamenti. Mangiava il cibo dei suoi schiavi domestici. Una sera, a un banchetto offerto da un senatore ricco con piatti di pesce raro e vini greci pregiatissimi, congedò gli ospiti dicendo: «domani mangerete pane di farro a casa mia». Quando il fisco gli inviava la rendita imperiale, ne usava una piccolissima parte per le proprie spese personali e versava il resto al Tesoro pubblico.

Antoninus was, after Vespasian, the most frugal emperor in Roman history. His frugality was real, not propaganda: he continued to live mainly in the villa of Lorium in Etruria, an inheritance from his maternal grandmother, where he had spent his childhood. He went hunting in the surrounding woods, personally gathered grapes in the vineyard, took part in the harvest with the estate's peasants. He dressed in the simplest toga, without ornaments. He ate the food of his domestic slaves. One evening, at a banquet offered by a rich senator with dishes of rare fish and most precious Greek wines, he dismissed the guests saying: «tomorrow you will eat spelt bread at my house». When the fisc sent him imperial revenue, he used a very small part for his personal expenses and paid the rest to the public Treasury.

L'aneddoto più rivelatore del suo carattere è raccontato dalla Historia Augusta. Quando un cliente nobile cercò di adularlo lodando lo splendore del suo palazzo imperiale, Antonino rispose: «Possiedo da imperatore meno di quanto possedevo da privato cittadino». Aveva venduto le proprie tenute personali per finanziare il fisco. Mantenne anzi una specie di vita parallela: come imperatore officiava nel palazzo del Palatino, come privato continuava a coltivare la sua tenuta etrusca, con la stessa amministrazione fiduciaria di sempre. Le testimonianze archeologiche di Lorio, oggi un sito poco visitato ma estremamente significativo, mostrano una villa di dimensioni modeste rispetto ai standard imperiali, gestita come piccola azienda agricola.

The most revealing anecdote of his character is told by the Historia Augusta. When a noble client tried to flatter him by praising the splendour of his imperial palace, Antoninus replied: «As emperor I possess less than I possessed as a private citizen». He had sold his personal estates to finance the fisc. He maintained indeed a sort of parallel life: as emperor he officiated in the Palatine palace, as a private man he continued to cultivate his Etruscan estate, with the same trusted administration as ever. The archaeological evidence of Lorium, today a little-visited but extremely significant site, shows a villa of modest dimensions by imperial standards, run as a small agricultural enterprise.

Antonino non viaggiò mai. Era l'opposto assoluto di Adriano. Mentre il padre adottivo aveva percorso ogni angolo dell'Impero, Antonino non lasciò mai la penisola italica. Governava per corrispondenza: aveva sviluppato un sistema di lettere e rescritti che gli permetteva di amministrare ogni provincia senza muoversi. L'efficienza del cursus publicus, il servizio postale imperiale, gli consentiva di ricevere relazioni dalla Britannia in 35 giorni, dall'Egitto in 12, dalla Mesopotamia in 25. Era un nuovo modello amministrativo: l'imperatore come centro epistolare stabile dell'Impero, contrapposto al modello peripatetico adrianeo. Funzionò per ventitré anni senza un solo incidente di governo significativo. Per molti storici moderni questa è la dimostrazione più persuasiva che il sistema politico romano del II secolo aveva raggiunto la sua maturità istituzionale: non aveva più bisogno né di conquistatori né di viaggiatori, bastava un buon padre di famiglia.

Antoninus never travelled. He was the absolute opposite of Hadrian. While his adoptive father had traversed every corner of the Empire, Antoninus never left the Italian peninsula. He governed by correspondence: he had developed a system of letters and rescripts that allowed him to administer every province without moving. The efficiency of the cursus publicus, the imperial postal service, let him receive reports from Britain in 35 days, from Egypt in 12, from Mesopotamia in 25. It was a new administrative model: the emperor as the stable epistolary centre of the Empire, opposed to the peripatetic Hadrianic model. It functioned for twenty-three years without a single significant government incident. For many modern historians this is the most persuasive demonstration that the Roman political system of the 2nd century had reached its institutional maturity: it no longer needed conquerors or travellers, a good paterfamilias was enough.

L'aequanimitas finale

The final aequanimitas

Il 6 marzo del 161 d.C., già anziano e malato, Antonino cenò nella villa di Lorio mangiando formaggi alpini di troppi. Nella notte ebbe febbri di tipo gastrointestinale che si aggravarono rapidamente. Il giorno dopo, sentendo la fine vicina, dettò il proprio testamento: tutto il patrimonio personale tornava alla figlia Faustina la Minore; il principato e tutte le statue dorate dell'aerarium imperiale a Marco Aurelio. Convocò il consilium principis, ricevette Marco Aurelio e i prefetti del pretorio, raccomandò la pace e la fedeltà al sistema. Alla guardia pretoriana che gli chiedeva la parola d'ordine notturna, era la sera del 6 marzo, rispose con una parola sola: «aequanimitas», "equanimità". Quella stessa notte si girò verso la parete e si addormentò. La mattina del 7 marzo non si svegliò più. Aveva settantacinque anni.

On 6 March 161 AD, already elderly and unwell, Antoninus dined at the villa of Lorium eating too many Alpine cheeses. In the night he had gastrointestinal fevers that rapidly worsened. The next day, sensing the end near, he dictated his testament: all personal patrimony returned to his daughter Faustina the Younger; the principate and all the gilded statues of the imperial aerarium to Marcus Aurelius. He summoned the consilium principis, received Marcus Aurelius and the praetorian prefects, recommended peace and fidelity to the system. To the praetorian guard who asked him for the nightly password (it was the evening of 6 March) he replied with a single word: «aequanimitas», "equanimity". That same night he turned toward the wall and fell asleep. The morning of 7 March he no longer woke. He was seventy-five years old.

"Quando si trovò vicino alla morte, all'ufficiale di guardia che gli chiedeva la parola d'ordine notturna, rispose: «aequanimitas». Poi, voltatosi come se si addormentasse, spirò." — Historia Augusta, Vita Antonini Pii 12 — l'ultima parola di Antonino
"When he found himself near death, to the guard officer who asked him for the nightly password, he replied: «aequanimitas». Then, turning as if he were falling asleep, he expired." — Historia Augusta, Vita Antonini Pii 12 — Antoninus's last word

07Eredità e Giudizio StoricoLegacy and Historical Judgement

L'imperatore senza storia

The emperor without history

Lo storico moderno Theodor Mommsen definì il regno di Antonino Pio con una frase divenuta celebre: «ventitré anni di sostanziale silenzio storico». Non era una critica ma il più alto elogio. In una storia romana caratterizzata da guerre civili, congiure di palazzo, eccessi imperiali, conquiste sanguinose, il regno di Antonino è l'unica grande area di calma. Le fonti antiche (Historia Augusta, Cassio Dione, Marco Aurelio) sono ricchissime di aneddoti morali sull'uomo, ma scarse di eventi politici di rilievo. Ed è precisamente questa mancanza di eventi che costituisce il suo capolavoro: nessun terrore senatoriale, nessuna persecuzione religiosa, nessuna guerra civile, nessuna grande sconfitta militare, nessuna crisi economica, nessuna pestilenza maggiore (la peste antonina arriverà solo dopo la sua morte, sotto Marco Aurelio).

The modern historian Theodor Mommsen defined Antoninus Pius's reign with a phrase that became famous: «twenty-three years of substantial historical silence». It was not a criticism but the highest praise. In a Roman history characterised by civil wars, palace conspiracies, imperial excesses, bloody conquests, Antoninus's reign is the only great area of calm. The ancient sources (Historia Augusta, Cassius Dio, Marcus Aurelius) are extremely rich in moral anecdotes about the man, but scarce in political events of importance. And it is precisely this lack of events that constitutes his masterpiece: no senatorial terror, no religious persecution, no civil war, no great military defeat, no economic crisis, no major plague (the Antonine plague would arrive only after his death, under Marcus Aurelius).

Il vertice della Pax Antonina

The apex of the Pax Antonina

Quando Edward Gibbon nel 1776 cercò di identificare il "periodo più felice e prospero dell'umanità", scelse i decenni dei cinque buoni imperatori, da Nerva a Marco Aurelio, e al centro esatto di quell'arco c'era il regno di Antonino. Per Gibbon era «il periodo nel quale la condizione del genere umano è stata la più felice e prospera». La popolazione dell'Impero raggiunse probabilmente il suo massimo storico (stimato a 75–90 milioni di abitanti); il commercio mediterraneo non fu mai più intenso; la monetazione (sotto Antonino rimase a un altissimo titolo di puro argento del denario, prima delle svalutazioni successive); le città provinciali del Mediterraneo prosperavano in modo senza precedenti. La Pax Antonina non era una semplice assenza di guerra: era una condizione complessiva di stabilità, prosperità e mobilità sociale che il mondo mediterraneo non avrebbe più sperimentato per molti secoli.

When Edward Gibbon in 1776 sought to identify the "happiest and most prosperous period of humanity", he chose the decades of the five good emperors, from Nerva to Marcus Aurelius, and at the exact centre of that arc stood Antoninus's reign. For Gibbon it was «the period in which the condition of the human race was the most happy and prosperous». The Empire's population probably reached its historical maximum (estimated at 75–90 million inhabitants); Mediterranean trade was never more intense; the coinage (under Antoninus the denarius remained at a very high pure silver content, before the later devaluations); the provincial cities of the Mediterranean prospered to an unprecedented degree. The Pax Antonina was not simply absence of war: it was an overall condition of stability, prosperity and social mobility that the Mediterranean world would not experience again for many centuries.

Base della Colonna di Antonino Pio, Musei Vaticani
L'APOTEOSI DI ANTONINO — Base della Colonna di Antonino Pio (161 d.C.), Musei Vaticani. Il rilievo mostra l'imperatore e Faustina divinizzati, portati in cielo da un genio alato, fra le personificazioni di Roma e del Campo Marzio. È una delle consecrationes più raffinate dell'arte tardo-antonina, ponte fra il classicismo adrianeo e il dinamismo della Colonna Aureliana. THE APOTHEOSIS OF ANTONINUS — Base of the Column of Antoninus Pius (161 AD), Vatican Museums. The relief shows the emperor and Faustina deified, borne to heaven by a winged genius, between the personifications of Rome and the Campus Martius. It is one of the most refined consecrationes of late Antonine art, a bridge between Hadrianic classicism and the dynamism of the Aurelian Column.

L'apoteosi e Marco Aurelio

Apotheosis and Marcus Aurelius

Subito dopo la morte il Senato decretò unanime la consecratio: Antonino divenne Divus Antoninus. Marco Aurelio, che aveva avuto ventitré anni di apprendistato accanto a lui, succedette senza un giorno di crisi politica. Era la prima vera, perfetta, totalmente pacifica successione imperiale della storia romana dopo Augusto-Tiberio. E differentemente da quella, non fu una successione di sangue ma di pura preparazione tecnica e morale. Le prime parole di Marco Aurelio come imperatore, secondo l'Historia Augusta, furono: «seguirò sempre l'esempio di mio padre». Lo seguì fedelmente. Marco Aurelio nel libro I delle Meditazioni dedica ad Antonino il capitolo più lungo dell'opera (capitolo 16), un elenco di sedici virtù del padre adottivo che è insieme ritratto storico e manuale di etica politica. Per Marco Aurelio, Antonino era stato l'incarnazione del filosofo-re di Platone: l'uomo nel quale teoria stoica e pratica del potere coincidevano.

Immediately after his death the Senate unanimously decreed consecratio: Antoninus became Divus Antoninus. Marcus Aurelius, who had had twenty-three years of apprenticeship beside him, succeeded without a day of political crisis. It was the first true, perfect, totally peaceful imperial succession in Roman history after Augustus-Tiberius. And unlike that one, it was not a blood succession but one of pure technical and moral preparation. Marcus Aurelius's first words as emperor, according to the Historia Augusta, were: «I shall always follow my father's example». He followed him faithfully. Marcus Aurelius in book I of the Meditations dedicates to Antoninus the longest chapter of the work (chapter 16), a list of sixteen virtues of the adoptive father which is at once historical portrait and manual of political ethics. For Marcus Aurelius, Antoninus had been the embodiment of Plato's philosopher-king: the man in whom Stoic theory and the practice of power coincided.

In conclusione: Antonino Pio è il principe per il quale è stato coniato il concetto stesso di "imperatore antonino". La sua eredità materiale è discreta, il Tempio di Antonino e Faustina, la base della Colonna ai Vaticani, l'Hadrianeum, qualche restauro provinciale, il Vallo Antonino in Scozia. La sua eredità giuridica è enorme: i principi di umanità del diritto, la protezione degli schiavi, la dottrina in dubio pro reo sopravvivono in tutti i codici civili moderni. La sua eredità politica è il modello del principato amministrativo opposto al modello del principato carismatico: governare con il diritto, la corrispondenza, l'equanimità, e non con la guerra, la propaganda, il viaggio. Era l'esatto opposto di quasi tutti gli altri imperatori romani. E, secondo Marco Aurelio, era il modello da imitare.

In conclusion: Antoninus Pius is the prince for whom the very concept of "Antonine emperor" was coined. His material legacy is discreet, the Temple of Antoninus and Faustina, the base of the Column in the Vatican, the Hadrianeum, some provincial restorations, the Antonine Wall in Scotland. His juridical legacy is enormous: the principles of humanity in law, slave protection, the in dubio pro reo doctrine survive in all modern civil codes. His political legacy is the model of the administrative principate opposed to the model of the charismatic principate: governing through law, correspondence, equanimity, and not through war, propaganda, journey. He was the exact opposite of almost all other Roman emperors. And, according to Marcus Aurelius, he was the model to imitate.

Prossimo ImperatoreNext Emperor Marco AurelioMarcus Aurelius 161 – 180 d.C. (19 anni)
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