01BiografiaBiography
Il cortigiano dei Cesari (15–68 d.C.)
The Caesars' courtier (15–68 AD)
Aulo Vitellio nacque il 24 settembre del 15 d.C. a Roma, figlio di Lucio Vitellio, uno dei più abili politici dell'epoca di Claudio. Il padre fu console tre volte, censore, e per anni la persona di maggior fiducia dell'imperatore: durante le assenze di Claudio dalla capitale, era lui a tenere il sigillo imperiale. La famiglia era di rango nuovo, equestre ascesa al patriziato pochi decenni prima; ma il padre l'aveva resa una delle più potenti di Roma. Aulo ereditò la posizione e nient'altro: nessuna ambizione personale, nessun ideale, soltanto il talento di adattarsi a qualsiasi corte.
Aulus Vitellius was born on 24 September 15 AD in Rome, son of Lucius Vitellius, one of the most capable politicians of Claudius's era. The father was three times consul, censor, and for years the emperor's most trusted person: during Claudius's absences from the capital, he held the imperial seal. The family was new, equestrian risen to the patriciate a few decades earlier; but the father had made it one of the most powerful in Rome. Aulus inherited the position and nothing else: no personal ambition, no ideal, only the talent for adapting to any court.
Cresciuto al palazzo imperiale, fu compagno di Tiberio a Capri da bambino, e fra i ragazzi che le malelingue dicevano usati dal vecchio principe per scopi disonesti. Sotto Caligola divenne intimo dell'imperatore per la passione condivisa per le corse dei cavalli: gli auriga della fazione "Azzurra" lo avevano iniziato; un incidente al Circo Massimo lo fece zoppicare per il resto della vita. Sotto Claudio si distinse al gioco dei dadi, su cui scrisse persino un manuale tecnico; il padre gli aveva insegnato l'arte della cortigianeria. Sotto Nerone si rivelò il più entusiasta degli ammiratori dei concerti del principe: lodava ogni nota, prevedeva intermezzi, applaudiva la cithara come se fosse Apollo in persona. Era un uomo di principi mobili.
Raised at the imperial palace, he was a companion of Tiberius at Capri as a child, among those boys malicious tongues said the old prince used for dishonest purposes. Under Caligula he became intimate with the emperor through their shared passion for horse races: the charioteers of the "Blue" faction had initiated him; an accident at the Circus Maximus left him limping for the rest of his life. Under Claudius he distinguished himself at dice, on which he even wrote a technical manual; his father had taught him the art of courtiership. Under Nero he proved the most enthusiastic of admirers of the prince's concerts: he praised every note, anticipated interludes, applauded the cithara as if it were Apollo in person. He was a man of mobile principles.
Le legioni del Reno (1° gennaio 69 d.C.)
The Rhine legions (1 January 69 AD)
La sua carriera militare era stata praticamente nulla fino al 68 d.C., quando Galba lo nominò legato della Germania Inferiore: scelta fatta, secondo Svetonio, proprio perché sembrava troppo pigro e inetto per rappresentare una minaccia. Era un errore di valutazione fatale. Le quattro legioni del Reno Inferiore (I Germanica, V Alaudae, XV Primigenia, XVI Gallica) e le quattro del Reno Superiore (IV Macedonica, XXI Rapax, XXII Primigenia, V Augusta) erano insoddisfatte: avevano sostenuto la candidatura di Verginio Rufo nel 68, erano state ignorate da Galba, attendevano invano il donativum. Vitellio, debole e amabile, era il candidato perfetto per le loro ambizioni.
His military career had been practically nil until 68 AD, when Galba appointed him legate of Lower Germany: a choice made, according to Suetonius, precisely because he seemed too lazy and inept to pose a threat. It was a fatally mistaken assessment. The four legions of Lower Rhine (I Germanica, V Alaudae, XV Primigenia, XVI Gallica) and the four of Upper Rhine (IV Macedonica, XXI Rapax, XXII Primigenia, V Augusta) were dissatisfied: they had backed Verginius Rufus's candidacy in 68, had been ignored by Galba, awaited the donativum in vain. Vitellius, weak and amiable, was the perfect candidate for their ambitions.
Il 1° gennaio del 69 d.C., a Magonza, le legioni rifiutarono di prestare il giuramento annuale a Galba. Il 2 gennaio, a Colonia, Vitellio fu acclamato imperatore dai propri soldati: il primo dei pretesi del 69 a essere stato fatto principe esclusivamente dall'esercito provinciale, senza il consenso di Roma. Le sue forze, comandate da due generali capaci, Fabio Valente e Aulo Cecina Alieno, marciarono in due colonne attraverso le Alpi mentre Vitellio le seguiva più lentamente con il proprio corteo personale. Quando arrivò la notizia del suicidio di Otone a Brixellum, il 16 aprile, Vitellio era ancora a Lione.
On 1 January 69 AD, at Mainz, the legions refused to take the annual oath to Galba. On 2 January, at Cologne, Vitellius was acclaimed emperor by his own soldiers: the first of the 69 claimants to have been made prince exclusively by a provincial army, without Rome's consent. His forces, commanded by two capable generals, Fabius Valens and Aulus Caecina Alienus, marched in two columns across the Alps while Vitellius followed more slowly with his personal retinue. When news of Otho's suicide at Brixellum reached him on 16 April, Vitellius was still at Lyon.
Il regno dei banchetti (luglio–ottobre 69 d.C.)
The reign of banquets (July–October 69 AD)
Vitellio entrò a Roma in luglio del 69 d.C., accolto come trionfatore. La città era esausta dopo otto mesi di guerra civile, e l'arrivo di un principe vincitore prometteva la pace. Ma il nuovo imperatore si rivelò interessato soprattutto ai banchetti. Svetonio racconta di tre o quattro pasti completi al giorno: prima colazione, prandium, cena e commissatio (banchetto serale prolungato), ciascuno costato decine di migliaia di sesterzi. Il fratello Lucio Vitellio gli organizzò un banchetto leggendario in cui furono serviti duemila pesci rari e settemila uccelli scelti. Il piatto più famoso era il Scudo di Minerva, un piatto d'argento gigantesco contenente fegato di scaro, cervella di fagiano e di pavone, lingue di fenicotteri, latti di murene importate dai mari di Spagna e dal Mar Nero.
Vitellius entered Rome in July 69 AD, received as a triumphator. The city was exhausted after eight months of civil war, and the arrival of a victorious prince promised peace. But the new emperor proved interested above all in banquets. Suetonius recounts three or four full meals a day: breakfast, prandium, dinner and commissatio (extended evening banquet), each costing tens of thousands of sesterces. His brother Lucius Vitellius organised for him a legendary banquet at which two thousand rare fish and seven thousand choice birds were served. The most famous dish was the Shield of Minerva, a gigantic silver platter containing parrotfish liver, pheasant and peacock brains, flamingo tongues, lamprey roe imported from the seas of Spain and the Black Sea.
Mentre Vitellio cenava, l'Impero gli sfuggiva di mano. Il 1° luglio del 69 d.C. ad Alessandria d'Egitto, il prefetto Tiberio Giulio Alessandro fece prestare giuramento alla guarnigione per Tito Flavio Vespasiano, comandante della guerra giudaica. In Giudea, sul Danubio, in Siria, le legioni d'Oriente acclamarono il vecchio generale italico. Per la prima volta nell'anno civile, c'era un quarto pretendente con forze militari serie e una rete politica solida. Vespasiano restò in Egitto per controllare l'annona di Roma; il suo luogotenente Antonio Primo, comandante delle legioni del Danubio, marchò su Cremona.
While Vitellius dined, the Empire was slipping from his grasp. On 1 July 69 AD at Alexandria of Egypt, the prefect Tiberius Julius Alexander had the garrison swear loyalty to Titus Flavius Vespasian, commander of the Jewish war. In Judea, on the Danube, in Syria, the eastern legions acclaimed the old Italic general. For the first time in the civil year, there was a fourth claimant with serious military forces and a solid political network. Vespasian remained in Egypt to control Rome's annona; his lieutenant Antonius Primus, commander of the Danube legions, marched on Cremona.
La seconda Bedriaco e la fine (24 ottobre – 20 dicembre 69 d.C.)
Second Bedriacum and the end (24 October – 20 December 69 AD)
Il 24–25 ottobre del 69 d.C., presso Cremona, le legioni vitelliane affrontarono quelle flaviane in una battaglia notturna disordinata e brutale. Le perdite furono spaventose su entrambi i lati, circa quarantamila morti complessivi, ma i Flaviani vinsero. Cremona, città alleata di Vitellio, fu saccheggiata e bruciata per quattro giorni dai vincitori; la popolazione massacrata indistintamente dai legionari ubriachi. Era una delle peggiori atrocità di tutta la guerra civile.
On 24–25 October 69 AD, near Cremona, the Vitellian legions confronted the Flavian ones in a chaotic and brutal night battle. Losses were dreadful on both sides, about forty thousand dead in total, but the Flavians won. Cremona, a city allied with Vitellius, was sacked and burned for four days by the victors; its population massacred indiscriminately by drunken legionaries. It was one of the worst atrocities of the entire civil war.
Vitellio, a Roma, capì che era finita. Il 17 dicembre tentò di abdicare ufficialmente: vestì abito da lutto, pronunciò un discorso al popolo in cui consegnava le insegne imperiali e si ritirava a vita privata. Ma i suoi soldati, che sapevano di essere giudicati come traditori dai Flaviani, lo riportarono a forza al Palatino e lo costrinsero a continuare la guerra. Ne seguì uno scontro sanguinoso nella stessa Roma: i fratelli e gli zii di Vespasiano erano in città ; il fratello Sabino fu trucidato e il famoso Tempio di Giove Capitolino dato alle fiamme dai vitelliani.
Vitellius, in Rome, understood it was over. On 17 December he attempted to formally abdicate: he donned mourning, delivered a speech to the people in which he handed over the imperial insignia and retired to private life. But his soldiers, who knew the Flavians would treat them as traitors, forcibly brought him back to the Palatine and made him continue the war. There followed a bloody clash in Rome itself: Vespasian's brothers and uncles were in the city; his brother Sabinus was murdered and the famous Temple of Capitoline Jupiter set on fire by the Vitellians.
Il 20 dicembre del 69 d.C. le legioni di Antonio Primo entrarono a Roma. Vitellio si nascose in un ripostiglio del Palatino con il proprio cane fedele, vestito da popolano. I soldati flaviani lo trovarono. Lo trascinarono nel Foro con le mani legate dietro la schiena, una corda al collo, e gli pungolarono il viso con la punta delle spade per costringerlo ad alzare la testa. Lungo la via Sacra la folla gli urlava insulti e gli gettava sterco. Davanti alle Scale Gemonie fu ucciso a colpi di pugnale, il corpo trascinato con un uncino fino al Tevere e gettato nel fiume. Aveva cinquantaquattro anni e regnato otto mesi.
On 20 December 69 AD Antonius Primus's legions entered Rome. Vitellius hid in a Palatine storeroom with his faithful dog, dressed as a commoner. Flavian soldiers found him. They dragged him into the Forum with hands tied behind his back, a rope around his neck, and prodded his face with sword points to make him raise his head. Along the Via Sacra the crowd hurled insults and threw dung at him. Before the Gemonian Stairs he was killed by dagger blows, his body dragged with a hook to the Tiber and thrown into the river. He was fifty-four years old and had reigned eight months.
Con lui si chiuse l'Anno dei Quattro Imperatori e si aprì la dinastia Flavia. Vespasiano, ancora in Egitto, fu riconosciuto dal Senato come quarto e ultimo principe del 69. Era il primo imperatore della storia romana di estrazione completamente non aristocratica: il figlio di un esattore delle tasse di Rieti che aveva combattuto sotto Claudio in Britannia. Roma cominciava una nuova era.
With him ended the Year of the Four Emperors and the Flavian dynasty began. Vespasian, still in Egypt, was recognised by the Senate as the fourth and last prince of 69. He was the first emperor in Roman history of completely non-aristocratic extraction: son of a tax collector from Rieti who had fought under Claudius in Britain. Rome was beginning a new era.
02Battaglie e Campagne MilitariBattles and Military Campaigns
- gen 69 Proclamazione sul Reno — Il 2 gennaio 69 le legioni della Germania Inferiore acclamarono Vitellio imperatore. Due giorni dopo si unirono quelle della Germania Superiore. Fabio Valente e Aulo Cecina Alieno guidarono le forze verso l'Italia attraverso le Alpi in pieno inverno: una marcia straordinaria. Rhine proclamation — On January 2, 69, the legions of Lower Germany acclaimed Vitellius emperor. Two days later those of Upper Germany joined. Fabius Valens and Aulus Caecina Alienus led the forces toward Italy through the Alps in the dead of winter: an extraordinary march.
- 14 apr 69 Prima battaglia di Bedriacum — Vittoria decisiva sui soldati di Otone nei pressi di Cremona. L'impreparazione tattica degli Otoniani e la superiorità numerica delle truppe renane garantirono un successo che aprì le porte d'Italia ai Vitelliani. Otone, sconfitto, scelse il suicidio. First Battle of Bedriacum — Decisive victory over Otho's soldiers near Cremona. The tactical unpreparedness of the Othonians and the numerical superiority of the Rhine troops guaranteed a success that opened the gates of Italy to the Vitellians. Otho, defeated, chose suicide.
- 24–25 ott 69 Seconda battaglia di Bedriacum — Le legioni flaviane di Marco Antonio Primo marciarono sull'Italia e attaccarono a sorpresa le forze vitellie presso Cremona. Due giorni di combattimento durissimo si conclusero con la totale disfatta delle forze di Vitellio. Cremona fu saccheggiata. La strada per Roma era aperta. Second Battle of Bedriacum — The Flavian legions of Marcus Antonius Primus marched on Italy and surprised the Vitellian forces near Cremona. Two days of fierce fighting ended in the total rout of Vitellius's forces. Cremona was sacked. The road to Rome was open.
- dic 69 Difesa di Roma e caduta — I soldati vitelliani tentarono una difesa disperata del Campidoglio, che finì con l'incendio del Tempio di Giove Ottimo Massimo: uno dei traumi più gravi nella storia religiosa romana. Il 20 dicembre le forze flaviane controllavano Roma. Vitellio fu catturato e ucciso. Defense of Rome and fall — Vitellian soldiers attempted a desperate defense of the Capitoline, which ended with the burning of the Temple of Jupiter Optimus Maximus: one of the most severe traumas in Roman religious history. On December 20, Flavian forces controlled Rome. Vitellius was captured and killed.
03Riforme e ProvvedimentiReforms and Measures
- lug 69 Scioglimento della Guardia Pretoriana — Uno dei pochi atti politici significativi di Vitellio fu lo scioglimento della vecchia Guardia Pretoriana, troppo legata alle tradizioni giulio-claudie e otoniane, sostituendola con sedici coorti di soldati renani. Fu una misura pratica che alienò però il cuore militare di Roma. Dissolution of the Praetorian Guard — One of Vitellius's few significant political acts was the dissolution of the old Praetorian Guard, too closely tied to Julio-Claudian and Othonian traditions, replacing it with sixteen cohorts of Rhine soldiers. It was a practical measure that nevertheless alienated Rome's military heart.
- 69 d.C. Nomina di liberti e cavalieri — Vitellio affidò incarichi amministrativi chiave a liberti e cavalieri di provata lealtà personale, seguendo una tradizione già inaugurata da Claudio. Il Senato tollerò la misura, ma i tradizionalisti la videro come un'ulteriore degradazione del principato. Appointment of freedmen and knights — Vitellius entrusted key administrative posts to freedmen and knights of proven personal loyalty, following a tradition already inaugurated by Claudius. The Senate tolerated the measure, but traditionalists saw it as a further degradation of the principate.
- 69 d.C. Tentato accordo con Vespasiano — Di fronte all'avanzata flaviana, Vitellio tentò di negoziare un'abdicazione onorevole. Incontrò il fratello di Vespasiano, Flavio Sabino, e concordò i termini. Ma i suoi soldati, che non volevano perdere i privilegi acquisiti, sabotarono l'accordo. Vitellio era prigioniero del proprio esercito. Attempted agreement with Vespasian — Faced with the Flavian advance, Vitellius attempted to negotiate an honorable abdication. He met Vespasian's brother, Flavius Sabinus, and agreed on terms. But his soldiers, who did not want to lose acquired privileges, sabotaged the agreement. Vitellius was a prisoner of his own army.
04Opere e CostruzioniWorks and Constructions
- 69 d.C. Grandiosi banchetti imperiali — La principale "opera" di Vitellio fu la spesa folle per l'alimentazione della corte. Svetonio quantifica in duemila pesci e settecento uccelli le portate di un singolo banchetto. Il "piatto di Minerva" (linguette di fenicottero, cervella di fagiano, latte di murena, fegato di scaro) divenne proverbiale come simbolo di dissolutezza imperiale. Grandiose imperial banquets — Vitellius's main "work" was the wild expenditure on court dining. Suetonius quantifies two thousand fish and seven hundred birds as the courses of a single banquet. The "dish of Minerva" (flamingo tongues, pheasant brains, moray eel milk, parrot fish liver) became proverbial as a symbol of imperial dissolution.
- 69 d.C. Nessuna costruzione monumentale — Come Galba e Otone, Vitellio non lasciò opere architettoniche. Il suo brevissimo e caotico regno non lasciò spazio a progetti edilizi. L'unica traccia fisica duratura fu la distruzione parziale del Campidoglio durante i combattimenti di dicembre. No monumental constructions — Like Galba and Otho, Vitellius left no architectural works. His very brief and chaotic reign left no room for building projects. The only lasting physical trace was the partial destruction of the Capitoline during the December fighting.
05Eredità e Giudizio StoricoLegacy and Historical Judgement
Vitellio è passato alla storia quasi esclusivamente come emblema di ghiottoneria e inettitudine, un'immagine costruita dagli storici flaviani che avevano interesse a dipingerlo indegno del potere. La realtà fu più complessa: era un uomo affabile, non crudele per natura, capace di gesti di clemenza inattesi, come il rispetto riservato ai resti di Otone sepolti con onore a Brixellum, e il rifiuto di assistere alle esecuzioni di massa che i suoi generali ordinavano. Le sue prime settimane di regno furono di clemenza generale: amnistia per i sostenitori di Otone, pace dichiarata col Senato, donativi distribuiti senza eccessi.
Vitellius has passed into history almost exclusively as an emblem of gluttony and ineptitude, an image constructed by Flavian historians who had every interest in portraying him as unworthy of power. The reality was more complex: he was an affable man, not cruel by nature, capable of unexpected gestures of clemency, such as the respect reserved for Otho's remains buried with honour at Brixellum, and the refusal to witness the mass executions ordered by his generals. His first weeks of reign saw general clemency: amnesty for Otho's supporters, peace declared with the Senate, donatives distributed without excess.
Il suo fallimento fu politico, non morale. Non capì che il potere imperiale richiedeva controllo dell'esercito, non soltanto il suo sostegno. I suoi soldati lo usarono e poi lo abbandonarono. I suoi generali Fabio Valente e Cecina Alieno, divisi da rivalità personali, non si coordinarono contro Antonio Primo nella seconda Bedriaco. La rete politica orientale costruita pazientemente da Vespasiano in vent'anni di carriera era più solida di quella improvvisata di Vitellio in otto mesi di regno. La differenza non era di virtù : era di preparazione.
His failure was political, not moral. He did not understand that imperial power required control of the army, not merely its backing. His soldiers used him and then abandoned him. His generals Fabius Valens and Caecina Alienus, divided by personal rivalries, did not coordinate against Antonius Primus in the second Bedriacum. The eastern political network patiently built by Vespasian over twenty years of career was more solid than the one improvised by Vitellius in eight months of reign. The difference was not of virtue: it was of preparation.
L'Anno dei Quattro Imperatori si concluse con lui. La sua eredità fu duratura ma involontaria: la dimostrazione definitiva che il principe poteva essere creato, e distrutto, dai militari di provincia. Galba in Spagna, Otone a Roma, Vitellio sul Reno, Vespasiano in Egitto: quattro fronti diversi, tutti capaci di proclamare un imperatore. Tacito ne ricavò la formula evulgato imperii arcano, il segreto svelato dell'Impero. Era la lezione del 69 d.C., e avrebbe plasmato i quattro secoli successivi della storia romana fino a Diocleziano.
The Year of the Four Emperors ended with him. His legacy was lasting but involuntary: the definitive demonstration that the prince could be created, and destroyed, by provincial soldiers. Galba in Spain, Otho in Rome, Vitellius on the Rhine, Vespasian in Egypt: four different fronts, all capable of proclaiming an emperor. Tacitus drew from this the formula evulgato imperii arcano, the empire's secret revealed. It was the lesson of 69 AD, and would shape the next four centuries of Roman history down to Diocletian.
« Eppure ho regnato» . « And yet I once was your emperor» . Vitellio, davanti agli aguzzini, in Svetonio, Vita di Vitellio 17