Ritratto di Gallieno dalla Casa delle Vestali — Roma
Crisi del III SecoloCrisis of the 3rd Century Imperatore XXXIVEmperor XXXIV

Gallieno

Publius Licinius Egnatius Gallienus Augustus

L'imperatore dell'impero a pezzi: regnò quindici anni mentre l'Impero Romano si spezzava in tre tronconi — Gallia a ovest, Palmira a est, Roma nel mezzo — combatté trenta usurpatori, riformò l'esercito ponendo le basi per la sopravvivenza di Roma, e fu assassinato dai suoi stessi generali mentre stava vincendo.

The emperor of the shattered empire: he reigned fifteen years while the Roman Empire split into three pieces — Gaul in the west, Palmyra in the east, Rome in the middle — fought thirty usurpers, reformed the army laying the foundations for Rome's survival, and was assassinated by his own generals while he was winning.

NatoBornca. 218 d.C.
MortoDied268 d.C. — Milano (assassinato dai suoi generali)
RegnoReign253 – 268 d.C. (15 anni)
PredecessorePredecessorValerianoValerian (padre)
SuccessoreSuccessorClaudio II il Gotico
Causa di morteCause of deathAssassinato dai generali Aureliano, Claudio e altri durante l'assedio di MilanoAssassinated by generals Aurelian, Claudius and others during the siege of Milan
Anni di regnoYears of reign15
Usurpatori affrontatiUsurpers faced~30
Tronconi dell'ImperoEmpire's pieces3
Riforma della cavalleriaCavalry reformYes

01Solo contro TuttiAlone Against All

Publio Licinio Egnazio Gallieno era figlio di Valeriano, da cui aveva ricevuto il governo dell'Occidente mentre il padre fronteggiava i Persiani in Oriente. Quando nel 260 Valeriano fu catturato da Sapore I a Edessa, Gallieno si trovò improvvisamente solo a governare un impero in piena dissoluzione. Non solo i Persiani trionfavano a est: nello stesso anno scoppiarono tre crisi simultanee. Il generale Postumo si ribellò in Gallia, fondando l'Impero Gallico che comprendeva Gallia, Britannia e Hispania. In Oriente, il regno di Palmira sotto Odenato e poi Zenobia divenne uno stato quasi indipendente. E sul Danubio, i Germani entravano ed uscivano quando volevano.

Publius Licinius Egnatius Gallienus was Valerian's son, who had received the government of the West while his father faced the Persians in the East. When in 260 Valerian was captured by Shapur I at Edessa, Gallienus suddenly found himself alone governing an empire in full dissolution. Not only were the Persians triumphant in the east: that same year three simultaneous crises erupted. The general Postumus rebelled in Gaul, founding the Gallic Empire encompassing Gaul, Britain and Hispania. In the East, the kingdom of Palmyra under Odaenathus and then Zenobia became a quasi-independent state. And on the Danube, the Germans came and went as they pleased.

Gallieno non si fece sopraffare. Per quindici anni tenne l'impero centrale — Italia, Africa, le province danubiane — combattendo su fronti multipli contemporaneamente. Le fonti senatoriali lo dipingono come debole e dissoluto, ma questa valutazione è sospettosamente unilaterale: Gallieno aveva escluso i senatori dai comandi militari, rimpiazzandoli con ufficiali professionisti di carriera equestre, e l'aristocrazia senatoria non glielo perdonò mai.

Gallienus was not overwhelmed. For fifteen years he held the central empire — Italy, Africa, the Danubian provinces — fighting on multiple fronts simultaneously. Senatorial sources paint him as weak and dissolute, but this assessment is suspiciously one-sided: Gallienus had excluded senators from military commands, replacing them with professional officers of equestrian rank, and the senatorial aristocracy never forgave him.

Origini e FormazioneOrigins and Formation

Gallieno nacque verso il 218 d.C. da Valeriano (futuro imperatore) e Egnazia Mariniana, donna di rango senatoriale che morì giovane lasciando il figlio undicenne nelle mani del padre. Crebbe nell'aristocrazia romana — i Licinii erano una delle famiglie patrizie più antiche e influenti — e ricevette un'educazione letteraria solida: scrisse versi in greco, frequentò il neoplatonico Plotino, che proponeva di fondare una città-utopia filosofica in Campania («Platonopoli») finanziata dall'imperatore stesso. Il progetto fallì per opposizione dei consiglieri di palazzo, ma è la prova della singolare cultura filosofica di Gallieno — l'unico imperatore della Crisi a coltivare interessi intellettuali.

Gallienus was born around 218 AD to Valerian (future emperor) and Egnatia Mariniana, a woman of senatorial rank who died young leaving the eleven-year-old son in his father's hands. He grew up in the Roman aristocracy — the Licinii were one of the oldest and most influential patrician families — and received a solid literary education: he wrote verses in Greek, frequented the Neoplatonist Plotinus, who proposed to found a philosophical utopian city in Campania («Platonopolis») financed by the emperor himself. The project failed due to palace councilor opposition, but it is proof of Gallienus's singular philosophical culture — the only emperor of the Crisis to cultivate intellectual interests.

L'Anno Tragico — 260 d.C.The Tragic Year — 260 AD

Il 260 fu l'annus horribilis di Gallieno e di Roma. In pochi mesi:

260 was the annus horribilis of Gallienus and Rome. Within a few months:

  • aprile 260Cattura di Valeriano a Edessa da Sapore I — primo imperatore romano fatto prigioniero da nemico stranieroCapture of Valerian at Edessa by Shapur I — first Roman emperor taken prisoner by a foreign enemy
  • maggio 260Ribellione di Postumo in Gallia — fonda l'Imperium Galliarum con capitale a Treviri (Gallia, Britannia, Hispania)Postumus's revolt in Gaul — founds the Imperium Galliarum with capital at Trier (Gaul, Britain, Hispania)
  • giugno 260Assassinio del figlio Salonino — Postumo cattura e uccide il giovane Cesare Salonino (figlio di Gallieno) a Colonia. Per Gallieno è dramma personale.Assassination of son Saloninus — Postumus captures and kills the young Caesar Saloninus (Gallienus's son) at Cologne. For Gallienus, a personal tragedy.
  • estate 260Invasione germanica — Alamanni penetrano fino a Milano, Iutungi devastano la ReziaGermanic invasion — Alamanni penetrate to Milan, Iuthungi devastate Raetia
  • autunno 260Battaglia di Mediolanum — Gallieno sconfigge gli Alamanni nella più grande vittoria romana del decennio, salvando l'Italia dall'invasioneBattle of Mediolanum — Gallienus defeats the Alamanni in the greatest Roman victory of the decade, saving Italy from invasion
«Mentre il padre era catturato e l'occidente perduto, Gallieno fece comporre un'orazione spiritosa e ne rise. Disse: sapevo che mio padre era mortale. La cosa fu sussurrata per anni a Roma come prova della sua leggerezza» — Historia Augusta, Vita Gallieni duo, 16. «While his father was captured and the West lost, Gallienus had a witty oration composed and laughed at it. He said: I knew my father was mortal. The thing was whispered for years in Rome as proof of his frivolity» — Historia Augusta, Vita Gallieni duo, 16.

La frase è quasi certamente costruita a posteriori dalla tradizione senatoriale ostile. Le fonti documentarie (papiri egiziani contemporanei) mostrano invece un Gallieno in lutto profondo per il padre e in viaggio frenetico fra i tre fronti.

The phrase is almost certainly constructed retrospectively by the hostile senatorial tradition. Documentary sources (contemporary Egyptian papyri) show instead a Gallienus in deep mourning for his father and in frenetic travel between the three fronts.

Busto di Gallieno, Ny Carlsberg Glyptotek, Copenaghen
RITRATTO DI GALLIENO — Busto in marmo, ca. 260–268 d.C. (Ny Carlsberg Glyptotek, Copenaghen). Dopo i volti angosciati di Decio e Treboniano, Gallieno torna al modello «classicista» — fronte serena, barba elegante, riccioli — richiamo voluto ad Augusto e Marco Aurelio. È il «rinascimento gallieneo»: un'ultima, lucida riapparizione del classicismo prima della svolta tetrarchica. PORTRAIT OF GALLIENUS — Marble bust, c. 260–268 AD (Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen). After the anguished faces of Decius and Trebonianus, Gallienus returns to the "classicist" model — serene brow, elegant beard, curls — a conscious recall to Augustus and Marcus Aurelius. It is the "Gallienic renaissance": a last, lucid reappearance of classicism before the Tetrarchic turn.

02Le Riforme MilitariThe Military Reforms

  • 260–268 d.C.La riforma della cavalleria — Gallieno creò una riserva strategica di cavalleria corazzata (equites) stanziata a Mediolanum (Milano), capace di intervenire rapidamente su qualsiasi fronte. Fu un cambiamento rivoluzionario nella tattica militare romana: la cavalleria pesante sostituì progressivamente la fanteria come arma decisiva — una tendenza che avrebbe definito la guerra medievale.The cavalry reform — Gallienus created a strategic reserve of armored cavalry (equites) stationed at Mediolanum (Milan), capable of rapidly intervening on any front. It was a revolutionary change in Roman military tactics: heavy cavalry progressively replaced infantry as the decisive arm — a tendency that would define medieval warfare.
  • 260–268 d.C.Gli ufficiali di carriera — Escluse i senatori dai comandi militari, affidando gli eserciti a generali professionisti di rango equestre. Da questo gruppo uscirono i "Imperatori Illirici" che avrebbero salvato l'Impero: Claudio II, Aureliano, Probo, Diocleziano.Career officers — He excluded senators from military commands, entrusting armies to professional generals of equestrian rank. From this group emerged the "Illyrian Emperors" who would save the Empire: Claudius II, Aurelian, Probus, Diocletian.
  • 261–268 d.C.La tolleranza religiosa — Gallieno fermò le persecuzioni contro i cristiani iniziate da suo padre Valeriano, emettendo un editto di tolleranza che restituì i beni confiscati alle comunità cristiane. Fu il primo imperatore romano a riconoscere ufficialmente la liceità del culto cristiano.Religious tolerance — Gallienus stopped the persecutions against Christians begun by his father Valerian, issuing an edict of tolerance that returned confiscated property to Christian communities. He was the first Roman emperor to officially recognize the lawfulness of Christian worship.
  • 260–268 d.C.La protectores — Istituì il corpo dei protectores divini lateris («protettori del fianco divino»), una scuola d'élite di ufficiali equestri scelti personalmente dall'imperatore. Era una sorta di accademia militare: i giovani migliori venivano formati lì prima di assumere il comando delle nuove unità di cavalleria. Da questo corpo uscirono Aureliano, Probo, Diocleziano, Costanzo Cloro — quasi tutti i futuri imperatori del periodo 270–305.The protectores — He established the corps of protectores divini lateris («protectors of the divine flank»), an elite school of equestrian officers personally chosen by the emperor. It was a kind of military academy: the best young men were trained there before assuming command of the new cavalry units. From this corps emerged Aurelian, Probus, Diocletian, Constantius Chlorus — almost all the future emperors of 270–305.
  • 263 d.C.I Decennalia — Per celebrare il decennio di regno, Gallieno organizzò a Roma giochi e processioni teatrali di straordinaria erudizione: il corteo trionfale fu accompagnato da carri allegorici con figure mitologiche, tableaux vivants delle Muse, e — secondo Zosimo — una ricostruzione del Carro di Trionfo di Bacco. Era un programma di propaganda culturale per affermare la concordia dell'Impero malgrado i fronti militari aperti.The Decennalia — To celebrate the decade of reign, Gallienus organized games and theatrical processions of extraordinary erudition in Rome: the triumphal procession was accompanied by allegorical floats with mythological figures, tableaux vivants of the Muses, and — according to Zosimus — a reconstruction of the Triumphal Chariot of Bacchus. It was a program of cultural propaganda to affirm the Empire's concordia despite open military fronts.
Ritratto di Plotino, Museo Ostiense
PLOTINO — Ritratto da Ostia, ca. 250–270 d.C. (Museo Ostiense). Il fondatore del neoplatonismo godette del favore di Gallieno e della moglie Salonina. L'imperatore-filosofo accarezzò perfino il progetto di Platonopoli — una città di filosofi in Campania da governare secondo la Repubblica di Platone, mai realizzata. PLOTINUS — Portrait from Ostia, c. 250–270 AD (Ostia Museum). The founder of Neoplatonism enjoyed the favour of Gallienus and his wife Salonina. The philosopher-emperor even toyed with the project of Platonopolis — a city of philosophers in Campania to be governed by Plato's Republic, never realised.

Plotino e PlatonopoliPlotinus and Platonopolis

Il filosofo Plotino (204–270), allievo di Ammonio Sacca ad Alessandria e fondatore del Neoplatonismo, viveva a Roma sotto la protezione personale di Gallieno e dell'imperatrice Salonina Cornelia. Porfirio, allievo di Plotino e biografo del maestro (Vita Plotini, 12), racconta che Plotino propose all'imperatore di ricostruire una città distrutta della Campania come Platonopoli — una repubblica filosofica governata secondo le Leggi di Platone. Gallieno acconsentì con entusiasmo, ma i consiglieri di palazzo ostacolarono il progetto. Plotino morì nel 270 senza vederlo realizzato. È l'unica proposta concreta di utopia platonica della storia, mai realizzata ma seriamente considerata da un imperatore in carica.

The philosopher Plotinus (204–270), pupil of Ammonius Saccas at Alexandria and founder of Neoplatonism, lived in Rome under the personal protection of Gallienus and Empress Salonina Cornelia. Porphyry, Plotinus's pupil and the master's biographer (Vita Plotini, 12), recounts that Plotinus proposed to the emperor to rebuild a destroyed city in Campania as Platonopolis — a philosophical republic governed according to Plato's Laws. Gallienus enthusiastically agreed, but palace councilors obstructed the project. Plotinus died in 270 without seeing it realized. It is the only concrete proposal of Platonic utopia in history, never realized but seriously considered by a reigning emperor.

03L'Assassinio a MilanoThe Assassination in Milan

Nel 268 Gallieno stava assediando il generale ribelle Aureolo a Milano, quando una congiura tra i suoi stessi ufficiali lo assassinò. Tra i congiurati c'era quasi certamente Claudio, che fu proclamato successore, e probabilmente anche Aureliano. Le motivazioni erano probabilmente sia politiche (il senato voleva più potere) sia pratiche (gli ufficiali volevano guidare le campagne come imperatori, non come generali). La storia ha trattato Gallieno ambiguamente: le fonti antiche lo denigravano, quelle moderne lo rivalutano. La sua grande eredità fu il sistema di ufficiali professionisti che creò — quei generali illirici che avrebbero riunificato l'impero nel decennio successivo stavano tutti imparando il mestiere sotto di lui.

In 268 Gallienus was besieging the rebel general Aureolus at Milan, when a conspiracy among his own officers assassinated him. Among the conspirators was almost certainly Claudius, who was proclaimed successor, and probably Aurelian as well. The motivations were probably both political (the senate wanted more power) and practical (the officers wanted to lead campaigns as emperors, not as generals). History has treated Gallienus ambiguously: ancient sources denigrated him, modern ones reassess him. His great legacy was the system of professional officers he created — those Illyrian generals who would reunify the empire in the following decade were all learning their trade under him.

L'Assedio di AureoloThe Siege of Aureolus

Marco Acilio Aureolo era il comandante della cavalleria d'élite di Gallieno — il magister equitum creato dalle riforme stesse del 260. Era dalmata, di origini umili, salito dalla cavalleria danubiana. Per nove anni fu il braccio destro militare di Gallieno, vincitore contro Postumo nel 265 e contro gli Eruli nel 267. Nel 268, mentre Gallieno era impegnato in Achaia a respingere un'invasione gotica, Aureolo — comandante di Mediolanum — disertò passando al fianco di Postumo, l'imperatore gallico. Gallieno tornò di corsa con la cavalleria pesante: lo sconfisse al Ponte di Lambro (alla periferia milanese), lo costrinse a rifugiarsi dentro le mura di Mediolanum, e cominciò l'assedio. Era un trauma personale: Aureolo era stato il suo allievo, il suo amico, il suo generale più fidato.

Marcus Acilius Aureolus was the commander of Gallienus's elite cavalry — the magister equitum created by the very reforms of 260. He was Dalmatian, of humble origins, risen through the Danubian cavalry. For nine years he was Gallienus's military right arm, victorious against Postumus in 265 and against the Heruli in 267. In 268, while Gallienus was occupied in Achaea repelling a Gothic invasion, Aureolus — commander of Mediolanum — deserted by passing over to Postumus, the Gallic emperor. Gallienus rushed back with the heavy cavalry: he defeated him at the Pons Lambri (on the Milanese outskirts), forced him to take refuge inside the walls of Mediolanum, and began the siege. It was a personal trauma: Aureolus had been his pupil, his friend, his most trusted general.

La Congiura dei CinqueThe Conspiracy of the Five

Mentre l'assedio si trascinava nell'agosto del 268, cinque ufficiali della scola protectorum tramarono contro Gallieno. Le fonti antiche identificano almeno tre nomi: Eracliano (prefetto del pretorio), Claudio (futuro Claudio II Gotico) e Cecropio (comandante della cavalleria dalmata). Quasi certamente era coinvolto anche Aureliano, il futuro restitutor orbis. La sera di un giorno imprecisato dell'agosto/settembre 268, un soldato corse al padiglione di Gallieno annunciando una sortita di Aureolo. L'imperatore uscì in armi senza scorta — fu colpito a morte dietro le tende. Aveva 50 anni. La congiura senza un capo mostra la maturità della classe ufficiale che Gallieno aveva creato: nessun usurpatore singolo, ma una rete collegiale di generali decisi a continuarne il programma di difesa imperiale, senza di lui.

As the siege dragged on in August 268, five officers of the scola protectorum plotted against Gallienus. Ancient sources identify at least three names: Heraclianus (praetorian prefect), Claudius (future Claudius II Gothicus) and Cecropius (commander of the Dalmatian cavalry). Almost certainly Aurelian too, the future restitutor orbis, was involved. On the evening of an unspecified day of August/September 268, a soldier ran to Gallienus's pavilion announcing a sortie by Aureolus. The emperor went out in arms without escort — was struck dead behind the tents. He was 50 years old. The leaderless conspiracy shows the maturity of the officer class Gallienus had created: no single usurper, but a collegial network of generals determined to continue his program of imperial defense, without him.

«Le ultime parole di Gallieno, secondo Aurelio Vittore (De Caesaribus, 33), furono al medico di campo accorso troppo tardi: «Marcellino mihi succedat» — sia Marcellino mio successore. Era il prefetto della Dalmazia, suo cugino lontano, leale. Nessuno fra i congiurati gli diede ascolto: il giorno dopo proclamarono Claudio. Marcellino visse oscuro fino alla morte naturale, ignaro per tutta la vita di essere stato l'erede designato di un imperatore trafitto.» «Gallienus's last words, according to Aurelius Victor (De Caesaribus, 33), were to the field doctor who arrived too late: «Marcellino mihi succedat» — let Marcellinus succeed me. He was the prefect of Dalmatia, his distant cousin, loyal. None of the conspirators heeded him: the next day they proclaimed Claudius. Marcellinus lived obscurely until natural death, unaware all his life that he had been the designated heir of a stabbed emperor.»
Mappa dell'Impero Romano nel 271 d.C.: Impero delle Gallie, Impero di Palmira e nucleo centrale
L'IMPERO DIVISO (271 d.C.) — Sotto Gallieno l'Impero si frantumò in tre: l'Imperium Galliarum di Postumo a occidente (Gallia, Britannia, Spagna), il regno di Palmira di Odenato e Zenobia a oriente, e il nucleo centrale retto da Gallieno. Tenere insieme anche solo quel nucleo, contro Goti, Alamanni e usurpatori, fu la sua impresa disperata. THE DIVIDED EMPIRE (271 AD) — Under Gallienus the Empire shattered into three: Postumus's Imperium Galliarum in the west (Gaul, Britain, Spain), the Palmyrene realm of Odaenathus and Zenobia in the east, and the central core held by Gallienus. Holding even that core together, against Goths, Alemanni and usurpers, was his desperate achievement.

Eredità StoriograficaHistoriographical Legacy

Gallieno è uno degli imperatori più maltrattati dalle fonti antiche e più rivalutati dalla storiografia moderna. L'Historia Augusta gli dedica una Vita Gallieni duo dichiaratamente ostile, descrivendolo come «effeminato, neghittoso, intento ai piaceri». Aurelio Vittore lo accusa di aver «perso la metà dell'Impero». Per Edward Gibbon (Decline and Fall, X) Gallieno era «il principe più ingenioso e perfido del suo tempo». La rivalutazione comincia nel XX secolo: Alföldi (Die Krise des römischen Reiches, 1939), poi Lukas de Blois (The Policy of the Emperor Gallienus, 1976), hanno dimostrato che le sue riforme militari, costituzionali e culturali furono il vero fondamento della sopravvivenza dell'Impero: senza la cavalleria pesante, la scola protectorum e l'esclusione dei senatori, non ci sarebbero stati né Aureliano, né Diocleziano, né Costantino. Gallieno fu, secondo de Blois, «il riformatore più radicale del principato dopo Augusto», incompreso dai contemporanei perché aveva agito troppo precocemente.

Gallienus is one of the emperors most mistreated by ancient sources and most reassessed by modern historiography. The Historia Augusta dedicates to him a declaredly hostile Vita Gallieni duo, describing him as «effeminate, sluggish, intent on pleasures». Aurelius Victor accuses him of having «lost half the Empire». For Edward Gibbon (Decline and Fall, X) Gallienus was «the most ingenious and treacherous prince of his time». Reassessment begins in the 20th century: Alföldi (Die Krise des römischen Reiches, 1939), then Lukas de Blois (The Policy of the Emperor Gallienus, 1976), demonstrated that his military, constitutional and cultural reforms were the real foundation of the Empire's survival: without the heavy cavalry, the scola protectorum and the exclusion of senators, there would have been neither Aurelian, nor Diocletian, nor Constantine. Gallienus was, according to de Blois, «the most radical reformer of the principate after Augustus», misunderstood by contemporaries because he had acted too early.

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